L’IMPIANTO ALTO CORDEVOLE DI MALGA CIAPELA2018-06-13T12:01:55+00:00

L’IMPIANTO ALTO CORDEVOLE DI MALGA CIAPELA

La Storia

L’impianto di Malga Ciapela inizia al Pian di Fedaia, sotto le pendici nord-orientali della Marmolada, dove è stato costituito il serbatoio di testa del sistema.

Il massiccio della Marmolada segna la più alta quota dolomitica (3342 m sul mare) e comprende il più vasto ghiacciaio del Veneto. La maggior parte delle acque di scolo del ghiacciaio affluiscono direttamente al serbatoio; quelle della parte più occidentale del manto ghiacciato sotto la forcella Marmolada, vi sono convogliate a mezzo di un canale di gronda, da noi costruito.

Il Pian di Fedaia quel vasto altopiano sul quale ha inizio da un lato la valle dell’Avisio, dall’altra quella dell’Arei (bacino del Pettorina), affluente del Cordevole, è avvenuto, si può dire, un eccezionale incontro fra la natura e l’opera dell’uomo. Un lago di 16 milioni di mc è stato creato nel vasto pianoro a mezzo di 2 dighe situate una in corrispondenza alle sorgenti dell’Avisio, l’altra a quelle del rio Arei (Pettorina).

La prima diga è in calcestruzzo, del tipo che i tecnici chiamano a gravità a speroni. È costituita infatti nella sua parte centrale da una serie di i8 speroni, largo ciascuno i8 m, che raggiungono l’altezza massima di 6o m. Lo sviluppo di questa parte della diga è di 324 m. La parte a speroni è continuata sui due lati da due muri pieni a gravità, dello sviluppo complessivo di 280 m. In totale quindi lo sbarramento è lungo oltre 6oo m. Il volume totale di calcestruzzo della diga risulta di i6o 000 mc.

La diga ha un caratteristico andamento serpeggiante che è stato determinato da strette necessità tecniche – economiche; fondamentalmente, dall’ andamento della soglia rocciosa incisa dall’Avisio sulla quale dovevaessere costruita.

La diga in terra invece, situata ad est, è rettilinea e costituisce una specie di grande argine dell’altezza massima di 20m, volume 120 000 mc., continuato nelle sottostanti alluvioni da un diagramma mpermeabile situato sotto la diga per una profondità di4om.

La formazione del serbatoio della Fedaia ha richiesto lunghe e complesse indagini alle quali non posso non accennare almeno di sfuggita per la somma di studi ed energie che esse hanno richiesto.

La prima idea di creare un serbatoio alla Fedaia è, se non erro, del 1926: ricordo che in quell’anno, mentre ero addetto alla Direzione Lavori degli impianti Piave – S. Croce, un sopraluogo mi ha dato lo spunto iniziale per questi studi.

La costituzione morfologica e geologica del serbatoio si è rivelata piuttosto complicata. É impossibile riassumere qui ora anche solo brevemente le fasi attraverso le quali passò lo studio del serbatoio: certo furono tra le più appassionanti che abbiamo dovuto incontrare nei nostri impianti. La conca era completamente coperta da masse alluvionali franate, in epoche remote, dai monti che la chiudono a nord. Per definire l’andamento del fondo roccioso furono perciò necessari numerosi sondaggi anche a largo diametro. Furono inoltre estesamente impiegati sistemi di aggiunta di sostanze coloranti o d’altro genere delle acque per studiarne i percorsi sotterranei e gli sbocchi a valle, con risultati talvolta contrastanti e di difficile interpretazione. Si studiò anche la possibilità o meno di includere il laghetto naturale della Fedaia nel serbatoio, e quella di scavare buona parte dell’enorme congerie di materiali che riempie il fondo della conca. In definitiva si decise per la soluzione che è stata attuata.

Il serbatoio viene utilizzato (cioè viene svuotato) in genere una sola volta all’anno, durante l’inverno. Esso produce quindi quella che si dice energia pregiata invernale. Non è senza significato pensare che mentre la Marmolada è coperta dalle nevi invernali il serbatoio alimenta la centrale situata più a valle e quindi produce l’energia necessaria per la maggior richiesta di illuminazione e di riscaldamento. Viceversa durante l’estate il serbatoio è in fase di invaso: in parte viene riempito dai de- flussi naturali del ghiacciaio, in parte mediante pompaggio delle acque del torrente Ombretta, affluente del Cordevole, pompaggio che viene effettuato, come diremo più avanti, attraverso la centrale. Così nella stagione estiva il serbatoio sarà quasi sempre al massimo livello e costituirà quindi un interessante elemento del paesaggio.

La centrale di Malga Ciapela è alimentata dal serbatoio attraverso una lunga galleria in pressione che passa sotto il massiccio della Marmolada. La centrale è situata in caverna nei pressi della conca di Malga Ciapela nella parte orientale delle pendici del Serant. Vi sono installate una turbina da 20 MW e 3 pompe della potenza complessiva di 2,4 MW. Il salto motore massimo è di 565 m. Come ho sopra accennato la centrale ha una doppia funzione: di produzione e di pompaggio. In altre parole durante l’inverno essa utilizza le acque del serbatoio per produrre energia; durante l’estate attraverso il sistema di pompe invia al serbatoio le acque dell’Ombretta per contribuire all’accumulo.

Un’ ultima interessante caratteristica di questa centrale è data dalla possibilità di essere telecomandata (cioè comandata a distanza) dalla centrale di Saviner situata a circa 6 km più a valle presso Rocca Pietore, cioè presso un centro abitato di una certa importanza e facilmente accessibile anche in pieno inverno.

Le acque di scarico della centrale -di -Malga Ciapela sono convogliate alla centrale di Saviner insieme con le acque del torr. Pettorina derivate più a valle.

La centrale di Saviner, come si è accennato, è parzialmente in funzione dal 1952 ed è stata ultimamente incrementata mediante un radicale riassetto delle prese sui torrenti Arei e Pettorina. La potenza installata è di 15 MW. Il salto è di 428 m.

Una seconda derivazione che metterà capo alla stessa centrale è ancora in progetto. Essa comprenderà un serbatoio detto di Caprile sul torrente Cordevole.

Dott. Ing. CARLO SEMENZA aprile 1957

Il giorno 30 Giugno 2018, in occasione di Marmolada Super Vertical, AICS organizza per gli eventuali accompagnatori e famigliari degli atleti una visita alla Centrale Idroelettica di Malga Ciapela.
L’apertura sarà predisposta dalle ore 11,00 alle ore 13,00.